[Ponte Radio] Estrattivismo e terre depredate: un diamante è per sempre

L’Europa si è resa conto di non poter più dipendere al 100% dalle importazioni dei Paesi a Sud del Mondo e rilancia l’apertura di miniere nel proprio territorio raccontandoci di transizione ecologica, digitale, smart. L’energia pulita dovrebbe farci dimenticare l’industria della guerra, la ferocia del capitalismo, della sua logica colonniale e predatoria che negli anni ha dimostrato di saper scatenare.

Approfondiamo con il Colletivo Escombrera a partire dal libro “Il rimosso della miniera” e traduciamo un contributo audio dall’Ariege, Francia, di una presentazione intitolata “Terre Miné”, gioco di parole tra terra con miniere e campo minato. Se attraverso l’estrattivismo si parla necessariamente di guerra, non possiamo non parlare del genocidio in Palestina e di Anan Yaeesh, combattente della Resistenza palestinese della seconda Intifada recluso nelle carceri italiane, in quei giorni in sciopero della fame, ora concluso.

Con il bagaglio di questi contributi, concludiamo con una riflessione sulla gestione strategica del territorio tramite l’accostamento di un paio di testi: uno sul gasdotto proveniente dall’Azerbaijan che dalla Puglia andrà all’Emilia, l’altro sulla lotta contro il parco eolico che Agsm Aim vuole costruire nel Mugello.

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