Nel giugno 1971, circa 60 famiglie proletarie immigrate occuparono le case IACP di viale Tibaldi a Milano, autogestendo la vita comunitaria tramite asili, mense e un ambulatorio rosso. Il 6 giugno, un violento sgombero con 4000 agenti e gas lacrimogeni causò la morte di Massimiliano Ferretti, un neonato di sette mesi. Le famiglie trovarono rifugio alla Facoltà di Architettura, da cui vennero nuovamente sgomberati da ingenti forze di polizia. Le autorità furono alla fine costrette a cedere di fronte al fronte di lotta che si era organizzato intorno agli occupanti Furono assegnati alloggi a tutte le 200 famiglie dei centri sfrattati, indennizzi economici e l’affitto gratuito per sei mesi.



